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La rivincita della mano sinistra.

Per secoli i mancini sono stati discriminati perché la sinistra era considerata la “mano del diavolo” e per questo motivo sin da piccoli venivano scoraggiati ad usarla, soprattutto per scrivere o mangiare, cose che il resto del mondo “ordinario”  fa normalmente con la destra. Ma loro sono un’altra cosa, un’eccellenza secondo la scienza moderna, e soprattutto, ormai, un piccolo esercito contro il quale è bene non mettersi: ben l’11% della popolazione mondiale è mancina, ovvero utilizza prevalentemente la mano sinistra per compiere le comuni attività quotidiane.                                                                                                                                                          

Ma a cosa è dovuta questa loro particolarità? Il nostro cervello è diviso in due emisferi: l’emisfero sinistro, sede del linguaggio e del pensiero logico, e l’emisfero destro, che domina invece le emozioni, a creatività, la percezione dello spazio, l’immaginazione e la capacità di cogliere la realtà nel suo insieme. Vi è sempre una netta comunicazione tra i due, qualunque sia la nostra attività,;  tuttavia risulterà più attivo un emisfero piuttosto che l’altro a seconda dell’azione che stiamo svolgendo in un dato istante. La principale diversità di chi usa da sempre la mano sinistra risiede nel fatto che mentre per i destrimani è maggiormente rilevante l’emisfero sinistro, quindi quello inerente al linguaggio e alla comprensione, nei mancini ad essere più sviluppato è proprio l’emisfero destro, che riguarda l’ispirazione, la creatività e l’intuizione. Si può comprendere quindi come può risultare più semplice ed efficace pensare per immagini, invece che per concetti: nel loro caso l’apprendimento di un testo avviene grazie alla memoria visiva, al ricordo d’insieme della pagina, acquisendo di conseguenza una visione generale dell’argomento, piuttosto che dei singoli passaggi.                                                                                                                              

In più, trattandosi di una prevalenza dell’uso dell’emisfero destro del cervello, i mancini oltre ad utilizzare di più la mano sinistra, usano di più occhio e orecchio sinistri, sviluppando maggiormente il loro campo visivo e sensoriale.

Cause della preferenza manuale

La preferenza manuale è ereditaria? Sì, almeno in parte. Una chiara preferenza per una mano o per l’altra è già evidente quando siamo nel grembo materno e persiste per almeno 10 anni dopo la nostra nascita. Da ciò si comprende che la preferenza manuale non può essere indotta: i genitori non dovrebbero mai forzare un bambino che scrive e disegna con la sinistra a usare la destra. L’obbligo crea confusione e può dare luogo a problemi di linguaggio o di lettura.                                                                                                                                          

Gli studi sui gemelli mostrano che la preferenza manuale non viene ereditata direttamente, come avviene per il colore degli occhi o della pelle, ma è influenzata da un gene specifico sul cromosoma X (femminile). Senza dubbio poi è più probabile che due genitori entrambi mancini abbiano un figlio mancino rispetto a due destrimani e viceversa.

Inoltre anche fattori ambientali come l’apprendimento, traumi perinatali e la pressione sociale possono avere il loro peso sulla scelta della mano da favorire.                                                                                                                                                  

Geni della mente

I mancini possiedono un quoziente intellettivo molto elevato: uno studio della St. Lawrence University di New York ha dimostrato che “tra tutte le persone al mondo che hanno un quoziente intellettivo superiore a 140, cioè i super intelligenti, ci sono più mancini di quanto ci si aspetterebbe” e ciò si spiega dal fatto che hanno un’intelligenza più fluida e una vera e propria attitudine a risolvere i problemi.                                                                                        

Risultano così più creativi, originali, intelligenti e con una miglior padronanza del corpo e della memoria, sviluppando efficaci abilità musicali e ottime competenze matematiche.                                                                       Non è un caso che tra essi figurino le personalità più brillanti e geniali della storia, da Ludwig van Beethoven a Wolfgang Amadeus Mozart, da Leonardo da Vinci a Michelangelo, da Charlie Chaplin a Pablo Picasso. 

Avvantaggiati nello sport

Alcuni studiosi spiegano che i mancini hanno un netto vantaggio anche nelle attività sportive, nelle quali mostrano al meglio tutte le loro potenzialità. «Sono facilitati in molte attività fisiche per la stessa ragione per cui sono avvantaggiati nelle arti figurative: il lato sinistro è strettamente collegato con l’emisfero destro del cervello, quello destinato a compiti visuo-spaziali» spiega Giorgio Vallortigara, professore di neuroscienze presso l’università di Trieste.

Infatti, se per i destrimani le informazioni devono passare da un emisfero all’altro attraverso il corpo calloso, una struttura di collegamento tra le due metà del cervello, nei mancini il passaggio delle informazioni avviene in modo più dinamico poiché il loro campo visivo attua una rapida valutazione di ciò che hanno intorno, coordinandosi direttamente e velocemente con il movimento del loro corpo.                                                                                                                               

Inoltre uno studio francese ha dimostrato che i mancini hanno tempi di reazione più rapidi di 30 millesimi di secondo rispetto ai destrimani e per questo risultano più agili e scattanti. Possiamo trovare anche qui importanti eccellenze: Rafael Nadal, Diego Armando Maradona, Pelé, e Valentino Rossi, campioni unici, fuori categoria, capaci di cambiare la dimensione dello sport alimentando i nostri sogni più impossibili.

Chi trova un mancino trova un tesoro

A sostenere i numerosi vantaggi di cui godono i mancini non vi è solo la scienza,: secondo un’indagine condotta dal National bureau of economic research statunitense, i maschi che privilegiano la mano sinistra hanno una busta paga più ricca dei destrimani. Qui non c’è una vera spiegazione scientifica, ma l’ipotesi è che, proprio perché spiccano per intelligenza e creatività, occupino importanti posti di rilievo all’interno delle aziende e pertanto siano maggiormente ricompensati. Questo consente loro di avere maggiori capacità in ambito lavorativo ed essere più soddisfatti.                                                                                                                                                                                 Beh che dire, se tra i mancini ci sei anche tu hai molto da festeggiare. In caso contrario cerca di farteli amici, non si sa mai…

Un mondo al contrario

Come in tutte le cose, non dobbiamo pensare che non esistano anche in questo caso aspetti negativi: infatti, pur rilevando infinite capacità ottimali basate su una maggiore attività del lato sinistro, e su una costante creatività ed intelligenza, nella vita di tutti i giorni sono molte le difficoltà di adattamento per un mancino. Essi si trovano a vivere in un mondo fatto a misura di destrimani: si scrive da sinistra verso destra, il mouse si tiene alla destra della tastiera, le chitarre sono accordate sempre per chi suona con la mano destra e persino le forbici hanno un’impugnatura da destrimani. Anche quando imparano uno sport devono usare mani e piedi in modo opposto, e al ristorante devono sempre invertire le posate. Non è sempre facile quindi adattarsi all’ambiente che ci circonda e modificare le nostre abitudini, tuttavia per l’intelligenza elevata di un mancino questo non dovrebbe risultare poi così difficile.

Alessia Pischedda