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Perché leggere questo bellissimo libro di Neil deGrasse Tyson? Sicuramente per lo spessore di questo personaggio, uno dei fisici che meglio riesce ad incarnare la necessità di divulgare in modo semplice e allo stesso tempo esaustivo una materia che rimane spesso incompresa da molti.

L’astrofisico statunitense è il direttore dell’Hayden Planetarium di New York, un edificio a dir poco affascinante che tenta di avvicinare i visitatori allo spazio.

Con questo libro Neil deGrasse tenta lo stesso effetto sorpresa che si ha guardando la stupenda ricostruzione del sistema solare al centro della struttura da lui diretta. Il lettore viene catapultato gradualmente fuori dalla terra, come un osservatore esterno, vedendo uno alla volta i fenomeni fisici propri dei corpi celesti. Non ci si sofferma sul “cosa”, da veri scienziati ci si interroga sul “come” e “perché”, ovviamente ove possibile.

Sicuramente uno dei maggiori meriti di questo testo è evidenziare le metodologie sperimentali con cui si arriva a rispondere ai quesiti sopra citati. Una fisica pratica, fatta di dettagli all’apparenza insignificanti, costretta nelle strutture matematiche ma allo stesso tempo creativa, come una qualsiasi forma di espressione artistica.

“Per chi non ha tempo di leggere grandi tomi, ma è comunque alla ricerca di un canale di accesso al cosmo”, quale modo migliore se non passando per i problemi metodologici che i fisici si trovano a dover affrontare?

Tra gli argomenti sicuramente meglio affrontati dall’autore ci sono materia ed energia oscura, che lasciano da sempre un dubbio sistemico nei novizi dell’astrofisica, e quegli attimi tanto brevi quanto affascinanti della nascita dell’intero universo. Neil deGrasse parla di quest’ultima come “La più grande storia mai raccontata”, con semplicità e ironia permette al lettore di affrontare non pochi concetti. Informazioni che vengono date quasi in pillole, per non appesantire la mente, poche per volta, quanto basta per farvi incuriosire. L’obiettivo è la scoperta, suscitare quel dubbio curioso che ci spinge ad approfondire, ad avere bisogno di andare oltre ed esplorare ancora.

Non potrà non sorprendere la trattazione, nei capitoli finali, sugli esopianeti e le caratteristiche più bizzarre identificate nei corpi celesti, ne vedrete delle belle.

Nella conclusione emerge l’incredibile bellezza della fisica e l’importante valore umano dell’autore, con quella che viene definita “Riflessione sulla prospettiva cosmica”, prospettiva che apre le nostre menti a idee straordinarie e incredibili quanto quello che abbiamo, la Terra.

Riccardo Rocchi