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Mariana Mazzucato è una economista e accademica italiana da sempre interessata allo sviluppo dei mercati e all’analisi delle società di consumo. Cresce a Princeton, negli Stati Uniti, dove il padre ricopre un incarico da fisico presso il Plasma Physics Laboratory dell’Università di Princeton. Tornerà in Italia come visiting professor presso Bocconi dopo una già notevole carriera accademica. Verrà scelta dal Presidente Conte come membro della task force per la fase 2, post pandemia.

Nel libro “Lo Stato Innovatore”, pubblicato per la prima volta nel 2011, la Mazzucato ricostruisce in modo approfondito le tappe innovative che hanno permesso la definizione del mercato odierno di tutti i settori Hi-Tech. Vengono analizzati i processi che hanno portato allo sviluppo di alcune delle più grandi aziende del nostro tempo, Apple in particolare. Si evidenzia come le tecnologie alla base dei prodotti di tali aziende siano state in gran parte sviluppate grazie all’intervento, spesso solitario, dello Stato, sfatando il mito del genio privato che riesce a rivoluzionare interi settori tecnologico-scientifici da solo, solamente con la propria visione futuristica.
Sicuramente determinante tale visione nel saper mettere insieme tecnologie già disponibili o ripensandone l’utilizzo, comunque assolutamente non sufficiente a generare il progresso scientifico che ci troviamo ad ammirare.

Insieme al privato viene ridimensionata l’immagine dei venture capitalist, assolutamente disinteressati al progresso come ideale, che non si mostrano, anche per ragioni del tutto comprensibili, disposti ad investire su intervalli temporali molto lunghi.

Secondo la Mazzucato proprio in questo frangente deve intervenire lo Stato, presentandosi come il maggior venture capitalist del proprio mercato, scommettendo pesante e per un tempo considerevole. In parte esiste già tale comportamento delle istituzioni ma più per esigenze che per visione. Esempio di ciò le malattie orfane, quelle patologie rare che non sono interessanti agli occhi delle grandi case farmaceutiche. In queste particolari occasioni lo stato investe un considerevole capitale ad alto rischio per incentivare la ricerca e lo sviluppo farmaceutico per le patologie di cui sopra. Riferendosi agli spiriti animali di Keynes si pensa ad una posizione attiva dello Stato, non solo di una entità con lo scopo di regolamentare il mercato, di una entità capace di azioni forti e diffuse, non solo quando l’esigenza lo impone. Ovviamente non può decidere chi vince e chi perde, deve però fare da apripista e dare l’esempio al mercato privato.

Perché leggere questo libro? Sicuramente offre molti spunti di riflessione, utili per cambiare ottica, cambiare modo di vedere il processo innovativo e il comportamento dei mercati hi-tech. Dal punto di vista metodologico è un’analisi ben strutturata, meriterebbe forse ulteriori approfondimenti in alcune parti ma sicuramente sono stati affrontati gli argomenti con questo livello di specificità per rendere il libro fruibile praticamente a tutti.

Mariana Mazzucato dimostra comunque un notevole peso specifico che ci auguriamo possa servire all’Italia intera per riemergere più forti di prima da questa crisi globale, magari con molto più propensione ad innovare, per guardare il futuro con maggiore ottimismo!

Riccardo Rocchi