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A Bellegra, un paesino a sud-est di Roma a circa 800 m s.l.m., Salotto Retrò sta diventando, con il corso del tempo, un vero e proprio punto di riferimento per chi è alla ricerca delle eccellenze. 

Il padre di Salotto Retrò è Giulio, un ragazzo e un barman dall’età di diciassette, appassionato o “malato” (come lui stesso si è definito) di Gin, birra e naturalmente vino, che, dopo aver partecipato al corso dell’AIS <<Associazione Italiana Sommelier>> assieme al suo socio Francesco, ha deciso di aprire un’enoteca con una “scuderia”, che ad oggi conta circa trecento vini sia tradizionali, ma anche biologici e soprattutto biodinamici, senza far mancare al grande patrimonio enologico alcuni vini sloveni e naturalmente una vasta gamma di champagne e di ogni altro tipo di alcolico dal Gin al Whisky, al Cognac, alle Grappe e distillati vari. 

All’interno di un ambiente vintage (appunto Retrò) e strutturato in modo che ogni etichetta abbia la sua rilevanza all’occhio del cliente, si respira un’aria tranquilla, quasi casalinga, che ti conferisce un mood easy o enjoy, ottimo per degustare un buon bicchiere di vino e assaggiarne altri come quelli biodinamici. 

D: Come nasce l’idea di Salotto Retrò?

R: L’idea di Salotto Retrò, in realtà, non nasce come idea in quanto tale. Noi eravamo tre amici che volevano istituire un’Azienda Agricola, grazie alla quale avremmo potuto vendere i nostri prodotti territoriali a chilometro zero e ricavati ovviamente dalle terre coltivate personalmente, in un punto vendita. In pratica, quindi, volevamo creare quest’azienda per poi vendere i prodotti in una bottega. Il problema principale, però, fu la divisione dei tanti terreni che avevamo a disposizione, i quali erano spezzettati e spartiti in più proprietari; problema che a livello burocratico sarebbe costato parecchio per inglobarli tutti sotto un unico proprietario o sotto un contratto d’affitto. Fu così che dei tre il nostro amico professore decise di tirarsi fuori e così io e il mio socio Francesco Coculo decidemmo di aprire un locale diverso da tutti quelli che ci sono in giro: un locale di nicchia, con prodotti a sua volta di nicchia e di qualità, tra vini, alcolici e distillati come il Gin, essendo io un grande appassionato di questa bevanda, Armagnac, Cognac e vari. Dunque un locale di nicchia che selezionasse la clientela così da riuscire a creare conseguentemente un’atmosfera diversa da quella che si trova spesso nei locali del nostro paese. 

Seguendo così un po’ la moda, anche se non siamo “modaioli” e cerchiamo di creare la moda più che seguirla, abbiamo deciso di creare un locale vintage, appunto Retrò. Il nome semplice “Retrò” non mi suonava benissimo, immaginavo frasi del tipo “andiamo da Retrò” in cui mi sembrava che mancasse qualcosa che facesse pensare all’aria di casa, e uscì fuori Salotto Retrò. 

All’inizio abbiamo cominciato a farci conoscere con vini convenzionali e del luogo come il Cesanese, di cui ho una bacheca dedicata, arrivando pian piano attraverso la ricerca a far conoscere vini biologici e biodinamici che ci hanno portato un grande successo all’interno della clientela, soprattutto nel mondo femminile, al quale spesso vengono associati vini dolci come il Moscato, invece qui da noi abbiamo riscontrato che sono molto più gli uomini a chiedere vini dolci rispetto alle donne che preferiscono un bicchiere sapido e minerale. 

D: Perché aprire un’enoteca proprio a Bellegra e non invece in una città che avrebbe sicuramente dato maggiore visibilità al locale? 

R: Questo in realtà è il mio quarto locale a Bellegra, ed è stata un po’ una sfida. Io purtroppo nella mia vita ho sempre avuto un “impedimento” che forse mi ha anche limitato: non sono mai riuscito ad andarmene via dal mio paese, non riesco a staccarmi da questo posto che amo, nonostante i tanti difetti che tutti i comuni o paesi hanno. Posso andare tre mesi alle Maldive, a Sharm, ma poi è sempre qui che voglio tornare. Nonostante questo, sono riuscito a crescere e ad evolvermi sia come persona che a livello culturale anche rimanendo a Bellegra. Questo è un messaggio che voglio mandare soprattutto ai giovani di oggi per dirgli che il futuro non è sempre altrove ma è anche dove sono nati e si possono fare tantissime belle cose anche qui! È importante valorizzare ciò che abbiamo nei nostri territori.

D: Cosa pensiate vi caratterizzi dalle altre enoteche della provincia e del Lazio, ad esempio? 

R: Ciò che ci caratterizza maggiormente è la passione e la ricerca dei prodotti anche difficili da vendere ma che “affinano il palato” alla nostra clientela. La passione è molto importante nel nostro lavoro perché ciò che a me piace l’ho condiviso con i miei clienti, arricchendo così la loro conoscenza, come il Gin che creo personalmente come quello botanico con le bacche di Ginepro, in cui è buono il sapore e bella la composizione, l’estetica del bicchiere che apparentemente sembra una futilità ma fa sicuramente piacere all’occhio.

La storia di Salotto Retrò continua… 

Isabella Pratesi