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“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso” diceva Confucio. Devo ammettere che mi trovo completamente d’accordo.

I vantaggi che gli alberi ci offrono sono, infatti, innumerevoli: dalla più “banale” offerta d’ombra alla protezione da fenomeni e problematiche ben più gravi, come il verificarsi di dissesti idrogeologici quali frane, alluvioni, etc… 

Quante specie animali (ma anche vegetali!) dipendono, poi, dagli alberi? Un’enormità. Alcune direttamente, magari vivendo tra le fronde della pianta dove possono trovare riparo e nascondiglio; altre in maniera più indiretta, nutrendosi, ad esempio, degli insetti che vivono su di essa. Ma è soprattutto in questi tempi di riscaldamento globale che l’apporto degli alberi diventa fondamentale: la mitigazione che le foreste del pianeta offrono all’ambiente, assorbendo Co2 – il principale gas serra responsabile del riscaldamento globale – è fondamentale oggi più che mai. 

Occorre agire in fretta, per “limitare i danni”, prima che sia troppo tardi e le conseguenze della nostra scelleratezza diventino definitive, con effetti devastanti sia sulla biodiversità globale sia direttamente su noi umani. 

Come comportarsi, quindi? Oltre a dover, ovviamente, ridurre le nostre emissioni di gas serra e adottare uno stile di vita più “eco-friendly”, una grossa mano in tal senso può arrivare proprio da un massiccio piano di rimboschimento che contribuirebbe in maniera forse decisiva a frenare la crescita delle emissioni. Piantumare anche paesi e città, in maniera più massiccia, porterebbe poi, oltre ai già citati benefici, anche a dei vantaggi più a breve termine: gli alberi contribuirebbero, infatti, a mantenere temperature più sopportabili in estate e questo non si limiterebbe strettamente alla semplice offerta d’ombra, ma porterebbe ad un vero e proprio calo della temperatura degli ambienti ricchi di alberi.

Diversi studi psicologici hanno, inoltre, dimostrato che gli alberi rappresentano una fonte straordinaria di benessere psicofisico per l’essere umano: vivere in ambienti immersi nel verde aiuta certamente a scaricare le tensioni e giova la meditazione, il rilassamento e la distensione nervosa. Un ambiente ricco di alberi si identifica, quindi, nel perfetto locus amoenus: simbolo di pace e serenità, ma anche espressione della più semplice e meravigliosa potenza estetica che la natura stessa offre. Quanti luoghi, altrimenti normali, diventano infatti speciali grazie alla presenza di alberi? Un viale, che può anche essere bello senza, non è nulla a confronto di un viale adornato di alberi che, seguendo la danza delle stagioni, si coprono prima di delicati fiori in primavera per poi diventare uno straordinario arcobaleno di colori caldi in autunno? Impossibile, poi, non considerare la connotazione simbolica che, fin dai tempi più antichi, accompagna e dona ulteriore e profondo significato alle piante. Senza scomodare l’alloro come simbolo di vittoria o l’ulivo come simbolo di pace, una piazza di paese con un albero al centro verrà presto identificata con quella pianta e, se quella stessa pianta dopo anni ed anni dovesse venire tagliata, quella piazza perderebbe certamente un po’ della sua essenza, della sua identità e della sua storia. Tengo a precisare che le riflessioni da me svolte sulla “bellezza” degli alberi sono prettamente soggettive, espressioni della mia più profonda e personale sensibilità sul tema e vanno a sommarsi ai già molteplici ed oggettivi benefici degli alberi.

Troppo spesso, purtroppo, gli alberi (e l’ambiente in generale) vengono sottovalutati e sacrificati in cambio di qualcos’altro: spazio, luce, risorse, sicurezza… in una sorta di baratto in cui la natura diviene suo malgrado oggetto di scambio. Sia ben chiaro, ovviamente a volte è necessario tagliare un albero! Che sia per manutenzione di un marciapiedi, di un parco pubblico, per pericolo di caduta… possono essere molti i motivi che giustificano un taglio, ma nessun motivo secondo me giustifica il non ripiantarne uno (magari meglio due) per ogni albero tagliato e, se possibile, nella zona stessa o in quelle immediatamente circostanti. Starà poi agli esperti valutare cosa piantare e in quale luogo. Ovviamente piantare un Pino Marittimo in montagna, che probabilmente cadrebbe sotto il peso della prima nevicata abbondante, magari causando anche danni a persone o cose, sarebbe decisamente sciocco. Così come piantare alberi con un imponente apparato radicale sui marciapiedi porterebbe ben presto a dover ricostruire il marciapiede distrutto dalle radici. O un albero ad alto fusto piantato in prossimità di un’abitazione, nel tempo, ridurrebbe la luce che arriva alla casa, senza contare che potrebbe costituire un pericolo, se della specie sbagliata, per il luogo.
Ma dove c’è una volontà, lì c’è un modo! Ed esistono alberi “per tutte le esigenze”: ad ognuno e ad ogni luogo corrisponde una (o anche più di una) pianta adatta. Quello che purtroppo a volte manca è, per l’appunto, proprio la volontà. 

Piantare un albero vuol dire investire sull’ambiente, sulla sicurezza, sulla bellezza. Piantare un albero vuol dire investire sul futuro. Dunque, degli alberi bisogna prendersi cura, poiché non esistono investimenti migliori che possiamo fare per il futuro di tutti noi e del nostro pianeta. Avremmo sicuramente dovuto seguire la massima di Confucio ed iniziare venti anni fa ma, ricordiamolo, il secondo miglior momento non è poi così lontano: è proprio oggi.

E, quindi, permettetemi di chiudere con un appello: ora più che mai è necessario che si punti sugli alberi e sul verde! Perché altrimenti quello che ci aspetta – in tutti i sensi – è un futuro spento e grigio.

Filippo Pasquali