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Per rispondere ai problemi dell’urbanizzazione incontrollata servono idee, visione e progetti che ci permettano di tornare a città sane, a misura d’uomo.
Città costiere o nei pressi di grandi fiumi, a rischio esondazione, solo tra le prime a necessitare di innovazione green che permetta di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. In questa ottica, città come Eindhoven, Tampere e Genova si fanno promotrici del progetto europeo UNaLab. L’obiettivo è sfruttare soluzioni naturali per abbattere le problematiche legate all’urbanizzazione selvaggia.

Con l’aumento di superfici asfaltate e pavimentate le nostre città hanno notevoli problemi di dispersione del calore, diventando dei veri e propri forni nei periodi estivi. Le precipitazioni atmosferiche hanno impatti molto più disastrosi, vista la difficoltà delle superfici a disperdere calore, ad assorbire e drenare l’acqua.
L’aumento delle superfici verdi dunque non avrebbe solo l’obiettivo di migliorare l’aria negli ambienti cittadini, ma bensì di favorire una corretta dispersione delle temperature e risposta agli eventi climatici più estremi.

La città di Eindhoven è una delle maggiori città dei Paesi Bassi, fulcro centrale di una delle regioni europee leader nell’innovazione tech. Negli ultimi anni ha mostrato un importante incremento di popolazione e conseguentemente una rapida e incontrollata urbanizzazione. Ha ottenuto il primato di città olandese più calda, con un record di 41 gradi. Ciò ha spinto gli amministratori a ideare progetti per aumentare le superfici verdi a disposizione della città. Sfruttando i numerosi canali che attraversano il paese, sono stati creati dei giardini galleggianti. È stata inoltre sostituita gran parte della pavimentazione, in modo tale da convogliare meno acqua nella fognatura, riducendo il rischio di allagamento. La vegetazione mitiga anche lo stress termico in quanto fornisce ombra ed aumenta l’evaporazione dell’acqua. Seguendo l’esempio di Londra, che sta adottando da anni questa pratica, verranno installate facciate verdi sugli edifici pubblici.

Il Comune di Genova, che negli anni ha dimostrato notevole fragilità alle precipitazioni più estreme, sta trasformando l’area Gavoglio, frazione del Lagaccio, in un parco urbano di 10.000 mq. Il nuovo spazio verde verrà collegato a quelli già esistenti a formare un corridoio ecologico senza eguali. Nei parchi genovesi è in corso l’implementazione di progetti già avviati, orti comunitari che offrono spazi verdi aperti per l’agricoltura urbana. Sono inoltre previsti giardini pluviali che consentiranno l’assorbimento del deflusso idrico dalle aree urbane vicine.

La storia di Tampere è molto diverse dalle città di cui sopra. Nella città finlandese si sperimentano soluzioni innovative basate sulla natura su un intero nuovo quartiere, Vuores. Sono stati collegati blocchi residenziali esistenti con un parco, stile Central Park, dove stagni di ritenzione, acquitrini, zone umide e ruscelli trattengono e purificano l’acqua prima di portarla al lago Koipijärvi. Un sistema di gestione delle acque molto efficiente che prevede tetti verdi e parchi attorno agli edifici.
L’intero quartiere sarà completato nel 2030 ma mostra già da ora, in questa fase embrionale, ottimi risultati per quanto riguarda dispersione del calore, deflusso idrico e miglioramento della qualità della vita dei residenti. Il progetto verrà replicato in piccola scala in altri quartieri più popolosi della città, rendendo Tampere una delle aree urbane più verdi d’Europa.

Riccardo Rocchi